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Intervista a Superbasket
Ciao a tutti ragazzi, nello scorso numero di SuperBasket e American SuperBasket, sono uscite due mie interviste molto accurate e interessanti. Ho deciso di riassumervele un po' nel caso ve le siate perse!
Assieme ai miei due fratelli sono andato in redazione dove erano presenti il direttore Claudio Limardi e i giornalisti Stefano Benzoni, Mirco Melloni, Roberto Gotta e Stefano Valenti. Insomma, un bel team di lavoro per portare nero su bianco il mio racconto di questa stagione. Vi riporto qualche pillola che magari non avete mai saputo o non vi ho mai detto!
Lei ha subito un infortunio, in NBA gli infortuni vengono gestiti come in Italia?
In NBA sei più libero di prenderti le tue responsabilità: sei tu a stabilire quando sei pronto per tornare a giocare a tuo rischio e pericolo, bisogna sapersi autogestire. Ma d'altro lato hai uno staff medico sempre a disposizione a qualunque ora della giornata.
Essendo al secondo anno, ha visto un maggior rispetto da parte degli avversari?
Sì, anche perchè quando iniziai a giocare eravamo titolari io assieme a Crawford e Azubuike ed eravamo costantemente marcati quindi sentivamo la pressione delle difese.
Ma Kobe allora com'è? E LeBron?
LeBron è enorme, l'MVP indiscusso...peccato che non l'ho potuto marcare! In squadra è un leader: incita, crea e sprona la squadra. Kobe, però, è il migliore di tutti, uno che si può prendere un tiro dove vuole e che, però, ho marcato!
La vita in NBA?
Non è vero quel che si dice che qui non ci si allena, solitamente ci si allena al mattino: dalle 10 alle 11 pesi, poi dalle 11 alle 12.30 allenamento di squadra. I viaggi per le trasferte sono una grande comodità: aereo privato dall'aeroporto anch'esso privato di Oakland con sedili distanti due metri l'uno dall'altro (altrimenti noi alti non riusciamo a stenderci), check-in di un secondo ( avolte neanche controlliamo la roba). Atterrati ci trasferiamo in hotel con il pullman privato e ritroviamo le valigie direttamente in camera.
Il tempo libero?
Di solito non lascio San Francisco, se non resto a casa a guardare qualche film mi dedico allo shopping, passeggiate per la città o provo qualche nuovo ristorante. Ma comunque non è poi tantissimo il tempo libero tra allenamenti, partite, viaggi e gli amici che mi vengono spesso a trovare!
L'Inglese?
Lo sapevo già un po', adesso sono migliorato, però mi è difficile capire quando parlano con degli slang particolari come fa Monta Elliss: a volte è davvero incomprensibile!
A presto ragazzi!













